Sempre più spesso si sente l’esigenza di installare telecamere a tutela della propria vita e propri beni, ma è sempre possibile?

Una sentenza della cassazione ha fatto luce su un caso simile. Un condomino era stato condannato dal Tribunale per aver installato una telecamera sul muro del pianerottolo condominiale, nella parte contigua alla porta d’ingresso della propria abitazione, con cui inquadrava la porzione di pianerottolo prospiciente la porta suddetta, nonché “la rampa delle scale condominiali e una larga parte del pianerottolo condominiale”, in tal modo videoregistrando chiunque entrasse nel raggio d’azione della telecamera. Secondo la ricostruzione operata dal primo giudice, la telecamera inquadrava anche la porta d’ingresso dei vicini.

Se il giudice di primo grado ha condannato l’uomo, in secondo grado la sentenza è stata però ribaltata. Ad avviso del giudice di secondo grado, infatti, il pianerottolo condominiale non rientra nella nozione di privata dimora, e la telecamera di cui si discute, (puntata sulla rampa di scale poste accanto alla porta d’ingresso dell’imputato) “aveva un raggio di ripresa che evidentemente interessava soltanto l’uscio di casa del vicino e solo parte del pianerottolo”, tant’è che neppure la rampa di scale che porta al piano superiore era completamente ripresa.

A fare chiarezza sull’argomento è arrivata una sentenza della Corte di Cassazione: questa ha infatti rilevato che non si trattasse di “interferenze illecite nella vita privata”, in quanto le scale di un condominio e i pianerottoli delle scale condominiali non sono considerati come spazi in cui l’individuo svolge la sua vita privata in modo da sottrarla ad “ingerenze esterne”: questi spazi sono infatti destinati all’uso di un numero indeterminato di soggetti, quindi la tutela degli spazi privati (art. 615 bis c.p.) non si estende a questi luoghi.

Già in altri casi simili la Suprema Corte aveva deciso in tal senso: ad esempio nel 2006 con la sentenza n. 5591,  ha escluso che comportino interferenze illecite nella vita privata le videoriprese del “pianerottolo” di un’abitazione privata, oltre che dell’area antistante l’ingresso di un garage condominiale; con la sentenza n. 37530, ha sempre escluso interferenze illecite con riguardo alle videoregistrazioni dell’ingresso e del piazzale di accesso a un edificio sede dell’attività di una società commerciale.

Quindi difendersi con l’ausilio di telecamere è possibile, purché l’occhio delle telecamere non sconfini in quegli spazi che sono di pertinenza privata dei singoli.

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Fabio CD Mastrorosa
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