Un trullo, una tipica costruzione rurale, restaurato conservando le caratteristiche e i materiali originari.

Il progetto

Dalla pietra naturale delle murature alle finiture a calce, il trullo è stato restaurato conservando i materiali originali. Dall’unione di più moduli in precedenza separati, è stata così ricavata un’abitazione estiva integrata nella natura. Tradizionali dell’altopiano delle Murge, nella fascia tra Alberobello e il Salento, sono stati in molti casi restaurati e recuperati. Ogni modulo abitativo, a pianta quadrata o circolare e con una propria copertura, prevede un unico locale. I muri del trullo, in pietra calcarea di origine locale, sono costruiti a secco senza malta né cemento; lo spessore elevato isola gli interni dal caldo e dal freddo. I piccoli ambienti hanno anche le aperture di dimensioni ridotte. Le costruzioni sono spesso circondate da murature, sempre a secco, che avevano in origine lo scopo di proteggere e delimitare la proprietà.

All’abitazione si accede sia dal portone centrale sia passando attraverso lo spazio lastricato antistante la costruzione. Protetto su tre lati da strutture in muratura, questa sorta di patio è vissuto a tutti gli effetti come un soggiorno esterno che amplia le aree abitabili della casa, di dimensioni molto contenute. In parte coperto da un cannicciato sostenuto da un’orditura in legno, prevede un angolo pranzo e una zona per il relax. La gradinata stretta lungo il muro perimetrale consente la salita sul tetto. La pavimentazione, in pietra calcarea tagliata a blocchi, è la stessa impiegata negli ambienti interni.

Nella zona pranzo all’aperto, il piano del tavolo e il suo basamento sono in muratura, come la panca angolare addossata alla parete.

La cucina è un ambiente indipendente che comunica direttamente con lo spazio coperto all’esterno, occupato dall’angolo pranzo. La zona operativa è costituita da due blocchi funzionali separati, la cui struttura in laterizio è rivestita con piastrelle di ceramica bianca, posate anche a parete. Su uno dei due lati attrezzati, sotto il piano di lavoro, c’è posto per un vano contenitore aperto per le stoviglie, mentre a livello del top la profondità della nicchia amplia la superficie d’appoggio. Dal muro perimetrale sporge una pietra che fa parte della struttura di sostegno della volta: si inserisce perfettamente nell’atmosfera informale dell’ambiente ed è utilizzata come mensola.

Lo spessore dei muri perimetrali della casa in alcune zone è anche superiore al metro. Ciò ha permesso di recuperare centimetri utili aprendo nicchie lungo le pareti. La più grande e profonda è quella in cui si inserisce il divano: una semplice base in muratura sulla quale sono appoggiati i cuscini. L’altra rientranza, più piccola, ospita invece una console. La forma curvilinea della copertura ha suggerito la scelta di un’illuminazione a parete.

In bagno la vasca è scavata a filo pavimento: una soluzione che è stato possibile ottenere sfruttando un dislivello nel terreno collinare su cui sorge la casa. Sopra al bacino, una nicchia a parete diventa un utile piano d’appoggio; mentre sull’altro lato della stanza la doccia in muratura è stata inserita in una rientranza illuminata naturalmente da una piccola apertura verso l’esterno. La finitura a pavimento è in battuto di cemento colorato.

L’abitazione, 41 mq complessivi, è formata da più trulli che erano in origine separati. La ristrutturazione ha permesso di unirli tra loro dall’interno senza apportare modifiche alla forma delle piante e alle strutture portanti dei muri perimetrali. Anche dentro, i cambiamenti sono stati minimi, tanto che a ciascuna costruzione ancora corrisponde un singolo ambiente. L’ingresso principale si apre su un minisoggiorno che comunica da una parte con la camera da letto, dall’altra con il disimpegno che distribuisce bagno e cucina. All’abitazione si può accedere però anche attraverso la corte antistante, parzialmente coperta da una struttura fissa in legno.

La tecnica a secco con la quale sono realizzate le murature dei trulli era impiegata fin dall’antichità in molte costruzioni tipiche della zona mediterranea. Materia prima sono le pietre locali (rocce calcaree, nel caso dei trulli), grezze o semilavorate, di diverse forme e dimensioni. La stabilità delle strutture, che non prevedono l’utilizzo di malta, dipende dalla disposizione equilibrata dei blocchi: la base è in genere costituita da due file di pietre grandi di forma regolare sulle quali poggiano, a salire, le altre. Alla fine i vuoti tra i diversi elementi sono riempiti con pietre più piccole.

L’intonacatura a calce caratterizza le facciate esterne e le pareti interne. Anche in questo caso si tratta di un materiale e di una tecnica che risalgono a un passato lontano. Oggi le finiture a calce sono state molto rivalutate in quanto si tratta di un prodotto a basso impatto ambientale con componenti naturali. Il suo impiego ha molti vantaggi: permette di ottenere finiture traspiranti, durevoli, igieniche che contribuiscono al comfort termico degli ambienti.

Il tonachino è stato infine utilizzato per rifinire le pareti del bagno: si tratta di un prodotto di rivestimento minerale a base di calce aerea, adatto per ambienti umidi. È stato posato su un sottofondo già rifinito a calce. L’impermeabilità è determinata dalla stesura in più strati, effettuata con la spatola lisciando ogni volta a lungo la superficie. La finitura è completata da una mano di cera.

La tipica forma della copertura è il tratto architettonico caratterizzante del trullo. La cupola conica è formata da pietre a secco disposte in due strati, uno interno e uno esterno, per garantire la necessaria tenuta all’acqua e all’umidità. Le pietre sono posate secondo cerchi concentrici sempre più piccoli che vanno a chiudersi in alto. La sommità del cono è contrassegnata da un pinnacolo decorativo in pietra non intonacata che può avere diversi profili.

 

CONDIVIDI
Alfredo Romanelli
Studio Professionale Via Umberto228, Trani E-mail: alfredo.romanelli@archiworldpec.it - affry73@gmail.com Tel. +39 348 9123406